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Le Valli della Magra

Partendo da Pontremoli e seguendo la strada statale n.62 si raggiunge Mignegno la cui Chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta, è ricordata per la prima volta nella Bolla di Gregorio VIII del 1187. Nel periodo natalizio è visitabile un artistico presepe elettromeccanico. In un vicino castagneto è situato il cinquecentesco Oratorio di S. Terenziano, vescovo di Todi e martire: qui, ogni anno, il primo settembre, si svolge la festa liturgica del Santo, festa frequentatissima fin dalla fine del secolo XVI e tuttora molto cara a tutti i pontremolesi che invocano il santo Vescovo come il “Santo della febbre” per averli protetti dalle febbri coleriche ottocentesche. 


Proseguendo lungo la stessa statale si giunge a Montelungo, l’antico “Mons Longobardorum”, situato a 5 Km dal Passo della Cisa (m.1041), storico passo sorvegliato da una piccola chiesa dedicata alla Madonna della Guardia. Montelungo, diviso in Villa superiore e Villa inferiore, era tappa dell’antica via Francigena e, proprio ripercorrendo un antico tratto di questa via che conduce a Succisa, si trovano i ruderi dello Xenodochio di San Benedetto, la cui prima menzione risale all’VIII secolo e appartenente al monastero benedettino di Leno. L’attuale chiesa parrocchiale, consacrata nel 1599 e ristrutturata nella seconda metà del settecento, ha mantenuto la dedicazione a San Benedetto. Montelungo è soprattutto conosciuto per le proprietà curative delle sue acque oligominerali che sgorgano dalla “Fonte della virtù” e vi sta sorgendo un centro termale che permetterà il migliore utilizzo di queste acque. 


Lasciando la statale della Cisa si può tornare verso Pontremoli seguendo tre percorsi diversi: due ci permettono di scendere nella Valle della Magra raggiungendo Cavezzana d’Antena o Cargalla, l’altro ci permette di visitare la Valle del Magriola raggiungendo Succisa. Cavezzana d’Antena, anch’essa suddivisa in Villa superiore e Villa inferiore è nota fin dall’antichità per le sue acque sorgive sulfuree che presto verranno utilizzate a scopo termale. Da Cavezzana si può raggiungere Gravagna suddivisa negli abitati di Montale, San Rocco e il Prato. A Montale si trova la Chiesa di San Bartolomeo, sorta in origine come cappella benedettina e divenuta, all’inizio del XVII secolo, chiesa parrocchiale, mentre a San Rocco si trova la chiesa omonima costruita alla metà del settecento come oratorio ed elevata a parrocchia nel 1922. Per chi ama gli scenari paesaggistici si consiglia di salire ai verdi prati di Groppo del Vescovo da cui si può godere una visione d’insieme della vallata. Da Gravagna si scende al Molinello, punto di collegamento fra le numerose frazioni che compongono la Valle della Magra. Qui si trova la settecentesca Villa Venturini, residenza estiva e casino di caccia.


Da Molinello, proseguendo per Casalina, è possibile raggiungere il Passo del Cirone (m.1255) e sulla strada s’incontra l’abitato di Groppodalosio ai cui piedi è posto un suggestivo ponte medievale ad un'unica arcata tutt’ora percorribile a piedi. Ultima frazione del Comune di Pontremoli prima di raggiungere il Passo del Cirone è Pracchiola, posta alle pendici del gruppo montuoso su cui svetta il Monte Orsaro (m.1831). Nelle vicinanze si trovano i ruderi di un ospedaletto sorto come ricovero per viandanti ad opera dell’Ordine di San Giacomo d’Altopascio.


Dal monte Borgognone (m.1401) che sovrasta Pracchiola nasce il fiume Magra e nella zona si trova la cascata denominata “il Piscio”, vero gioiello naturalistico. Dal crocevia del Molinello, passando per Cargalla, si torna alla statale della Cisa da cui si può scendere al paese di Succisa composto da cinque centri abitati: Colla, sede della chiesa parrocchiale dedicata alle S.S. Felicita e Perpetua, Villavecchia, Pollina, Poderi e Barca. Succisa è soprattutto conosciuta per aver dato i natali a S. Zita a cui è stata dedicata una cappella che sorge sui ruderi di quella che, secondo la tradizione, fu l’abitazione dei suoi genitori. Le Valli della Magra e del Magriola, oltre ad avere un importante ruolo in ambito viario, presentano affascinanti scorci paesaggistici attraverso una natura incontaminata, ricca di vegetazione boschiva che si alterna a zone coltivate. Ecco alcuni percorsi che seguono antichi tracciati e che ci permettono di scoprire il ricco patrimonio storico-naturalistico delle vallate.

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