


Nel podere dei Chiosi, poco a nord del centro di Pontremoli, protetta da gigantesche fronde di cedri, la villa dei marchesi Dosi Delfini sembra quasi inserirsi nella collina soprastante. Vi si arriva lungo il bel viale alberato che, staccatosi all'altezza del ponte della Cresa,corre tra i campi, oltrepassa il fiume Verde e si ferma davanti al grande cancello oltre il quale, al di là del parco, si alza l'edificio.
Monumento nazionale, la villa è stata costruita negli ultimi anni del XVII secolo, voluta da Carlo e Francesco Dosi. Sconosciuto l'autore del complicato progetto, è certo che i due fratelli abbiano commissionato i lavori di decorazione del complesso a Giuseppe Natali e ad Alessandro Gherardini. Grazie alla grande scala a doppia rampa si accede all'ingresso dell'edificio e ai due grandi loggiati laterali. La villa è incentrata su un asse rettilineo che corre dal ponte lungo il viale, il cancello, il giardino e l'interno dell'edificio per arrestarsi nel cortile retrostante dov'è il ninfeo.
Tutti gli ambienti del piano nobile hanno il soffitto a volta e sono finemente decorati; la volta del salone d'ingresso è purtroppo crollata nel 1816 lasciando nuda la struttura del tetto ed è stata ricostruita nel 1992 e riaffrescata.
Notevole l'impegno profuso da Natali nella decorazione del piano nobile: tra il 1697 e il 1700 lavora al salone dove disegna le finte architetture che contengono i quadri a figura del Gherardini e dei quali ci è giunto il bell'affresco delle "Tre Parche" sedute sulle nubi. Grazie al Natali il già grande salone sembra dilatarsi con prospettive semplici ma raffinate, con il loggiato che corre in alto tutto attorno alla sala sostenuto dal gioco di colonne e capitelli. Notevoli anche gli arredi lignei tra i quali spicca una bella consolle dell'artista bellunese Andrea Brustolon