


L'Università della Terza Età di Pontremoli è sede autonoma dell'Associazione Nazionale Università della Terza Età - Unitre - con sede nazionale a Torino, la cui sigla e marchio sono regolarmente depositati presso la C.C.I.A.A. di Torino al n. 400778-C/81 e coperti da brevetto n. 398190 del 3 febbraio 1986.
E' un'associazione di volontariato senza fini di lucro.
Le iscrizioni richiedono il versamento di una quota pro capite di 25,00 € e si ricevono presso la Sede in: Via Cocchi (Palazzo Malaspina) a Pontremoli (MS).
Lo svolgimento dell'attività didattica avviene, come indicato nel calendario delle lezioni, a Pontremoli, presso: - la Sede Palazzo Malaspina di Via Cocchi;
- la Sala Bia dell'attiguo Istituto Marello;
- il Laboratorio dell'Istituto Belmesseri per l'Informatica.
Una sede tutta nostra
Nell’anno Accademico 1999-2000 ci siamo finalmente ritrovati in una sede tutta nostra dotata di una stanza-segreteria con armadio-archivio per la conservazione della nutrita documentazione che, nell’arco dell’ultra decennale attività dell’Unitre Pontremoli-Lunigiana, si è via via accumulata; una sala per conferenze e lezioni con capace platea; arredi il cui acquisto è il risultato di un’oculata amministrazione condotta sin qui, anche con qualche aiuto esterno da non sottovalutare e per il quale saremo sempre grati.
Siamo nel palazzo pontremolese del marchese Luigi Malaspina, ultimo feudatario di Mulazzo, il quale proprio in questo palazzo trascorse gli ultimi dieci anni circa della sua esistenza.
Una vita che fu abbastanza tribolata sia per la lite condotta col fratello Alessandro, il grande Malaspina-navigatore, sia per le vicende date dai tempi nuovi, derivati dalla Rivoluzione Francese e dall’avvento di Napoleone che soppresse i feudi in Lunigiana e cancellò le antiche prerogative dei feudatari.
Il marchese ricostruì questo palazzo sulla pianta di un edificio preesistente e ormai fatiscente avvalendosi, tra l’altro, del miglior pietrame e dei marmi del suo castello di Mulazzo.
Il progetto, in linea di massima, lo si deve quasi certamente al noto architetto di origine ticinese, ma pontremolese di adozione, Pietro Portogalli al quale si devono anche stucchi dei soffitti del piano nobile e le decorazioni della facciata principale.
Sulla stessa facciata, con la data 1807, si legge una targa che dice:”Non dir di me se di te non sai/ pensa di te poi di me dirai”. Parole che lo stesso Marchese volle far incidere a seguito del mormorio che si diffuse in città per la lite, di cui si è detto, con il più simpatico e glorioso fratello al suo rientro in Lunigiana, sia per aver fatto uso dei materiali del castello di famiglia che in tal modo contribuì a demolire.
Dopo la sua morte, che avvenne il 22 febbraio 1817, all’età di 65 anni, il palazzo passò ai suoi eredi non della famiglia. Poi subì vari utilizzi, l’ultimo dei quali lo vide sede del Comando dei Carabinieri di Pontremoli.
Quando, di recente, una nuova e più ampia caserma venne allestita per l’Arma, il palazzo del marchese Luigi Malaspina acquistò una diversa ed altrettanto importante funzione pubblica: ospita, come detto, la nostra sede al piano terra mentre al primo piano è stata trasferita la biblioteca comunale che è dedicata al senatore Camillo Cimati.
Attività
Oltre a quanto indicato nel presente programma, è prevista la partecipazione a conferenze, dibattiti e spettacoli di ordine culturale, visite guidate a mostre e musei, organizzazione di a fine culturale.
Cadendo il centenario della morte del grande Maestro, a conclusione del ciclo di lezioni su Giuseppe Verdi, tenute dall’insegnante Gianni Beschizza, è prevista una gita sui luoghi verdiani. Nelle mattine dei giovedì, con adeguati preavviso e programmazione, a discrezione della prof. S. Gussoni, si terranno prove e istruzioni di canto corale destinate a quanti, tra gli iscritti, intendessero volontariamente partecipare. Il saggio finale di canto corale è fissato per il pomeriggio di giovedì 24 maggio 2001.
Riconoscimenti
Dopo quattro anni di frequenza viene rilasciato un diploma, che non ha valore legale, ma ha il solo scopo di testimoniare l’impegno e la costanza dello studente.