03/07/2004
Manca ormai veramente poco per conoscere il nome del vincitore del 52° Premio Bancarella. Tra circa due settimane, il 18 luglio in piazza della Repubblica a Pontremoli, si terrà infatti la serata conclusiva della manifestazione in cui si stabilirà il nuovo proprietario della statuetta del San Giovanni di Dio. In attesa di conoscere il nome del vincitore abbiamo contattato il presidente della fondazione “Città del Libro” Giuseppe Benelli, per parlare dell’attuale situazione del premio Bancarella e del suo futuro.
Presidente Benelli, in questi ultimi anni il Premio Bancarella sembra aver pagato la decisione delle grandi case editrici di snobbare i premi letterari.
È una tendenza che è in atto da oltre dieci anni e che riflette la grande crisi dell’editoria italiana. Ormai non esistono più le piccole case editrici che avevano necessità di far conoscere i loro libri e approfittavano dei premi letterari come veicolo pubblicitario. Attualmente il mercato dei libri in Italia è dominato dai colossi editoriali che si fanno pubblicità in maniera alternativa. Un aspetto che colpisce duramente anche i librai.
Perché?
Perché queste grandi case editrici hanno cambiato il modello di distribuzione del libro preferendo le grandi catene dei supermercati e le edicole alle librerie. Proprio per questo motivo questa edizione del Bancarella è dedicata ai librai, che non sono solo dei venditori di libri ma persone competenti che guidano all’acquisto.
Molti però, rimproverano proprio ai librai di aver scelto libri di bassa qualità come vincitori delle ultime edizioni del Bancarella.
Il Premio Bancarella è l’unico in Italia che viene assegnato in base alla vendita. Quindi si può rimproverare ai giurati dello “Strega” di avere decretato la vittoria di un libro non bello, non certo ai librai del Bancarella. Nella logica del Premio è più strana l’affermazione de “Il pendolo di Foucault” di Eco piuttosto che “Amiche di salvataggio” della Appiano.
Il Premio Bancarella sembra essere sempre più un’isola nel deserto delle manifestazioni pontremolesi. Questo premio letterario non potrebbe creare una serie di eventi collaterali che ridiano linfa vitale a Pontremoli?
Credo che il modello da seguire sia quello della partecipazione. Solo creando una sinergia tra gli enti e le associazioni si può creare interesse e vitalità.
Esistono già dei progetti?
Alcuni giovani pontremolesi ci hanno recentemente proposto una sorta di Bancarella del Fumetto. Stiamo valutando le possibilità riguardo a questo progetto che potrebbe divenire una cosa interessante e di richiamo per i giovani. Ora stiamo progettando di far uscire un periodico in cui si darà spazio alle novità e alla storia del Bancarella. Poi siamo pronti a valutare qualsiasi idea e progetto ci venga proposto.
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