03/07/2004
Così come era nell’aria, la seduta inaugurale del nuovo Consiglio comunale di Pontremoli ha ruotato, se non esclusivamente, almeno in modo preponderante dal punto di vista dell’importanza degli argomenti trattati, attorno all’eccezione di ineleggibilità avanzata dalla minoranza nei confronti del neo eletto sindaco Marino Bertocchi. Riassumiamo per i lettori ricordando che, negli ultimi giorni della campagna elettorale, la lista “Uniti si cambia” aveva sostenuto che Marino Bertocchi era ineleggibile non essendosi dimesso in tempo utile dalla carica di presidente dell’Azga, l’azienda per la gestione degli acquedotti di cui il Comune di Pontremoli detiene la maggioranza. Tutto questo è stato ribadito da Luciano Bertocchi con l’aggiunta di un dato oggettivo rappresentato dalla visura camerale richiesta alla Camera di Commercio di Massa Carrara dalla quale risulta che al 17 giugno nessuna modifica era intervenuta nelle cariche della società in questione.
In mancanza di documenti ufficiali che dimostrino il contrario, la minoranza si è detta indisponibile a rivedere le proprie posizioni sul problema sollevato. Prima dell’intervento del capogruppo avversario, Marino Bertocchi aveva potuto godere di un vero e proprio difensore d’ufficio nella persona del sindaco uscente Ferri, il quale ha sostenuto la tesi opposta a quella della minoranza, fondandola su due punti. Riguardo alle dimissioni Ferri si è appellato all’idea di coincidenza tra forma e sostanza, esibendo una lettera di dimissioni presentate da Marino Bertocchi al Comune, e per conoscenza all’Azga, in data 8 maggio, fatto che, secondo la tesi della maggioranza, esprime la sostanza delle intenzioni del sindaco neo eletto; che poi il protocollo Azga abbia registrato la stessa lettera in data 24 maggio, ben oltre i limiti concessi dalla normativa, secondo Ferri rappresenta un problema di forma e quindi marginale rispetto all’eleggibilità. L’altro argomento avanzato da Ferri riguarda il fatto che, pur essendo presidente dell’Azga, Marino Bertocchi non sarebbe stato ineleggibile perché tale situazione si verificherebbe solo in presenza di poteri sostanziali, mentre in Azga il Presidente ha solo compiti di rappresentanza formali, essendo tutti i poteri reali demandati all’Amministratore Delegato. La minoranza ha ironizzato su questo, evidenziando il fatto che in pratica si andava a sostenere che in Azga Marino Bertocchi non contava niente; rilievo che è stato preso sportivamente dall’interessato. (In realtà verrebbe da chiedersi quanto queste “figure non sostanziali” pesano sui bilanci delle società pubbliche o a maggioranza pubblica e non in riferimento alla sola Azga, ma alle centinaia di società con caratteristiche simili sparse in tutta Italia. N.d.r.).
Più seria la diatriba sorta attorno alle affermazioni di Ferri che ha accusato l’opposizione di intralciare in tal modo l’attività dell’Amministrazione e causare spese alla comunità: nei loro successivi interventi Luciano Bertocchi, Bassi e Bissoli hanno respinto come demagogiche tali affermazioni. Al momento del voto nella minoranza Lanzarotti e Battaglia, pur condividendo nella sostanza l’azione portata avanti dai colleghi, si sono astenuti in attesa di poter visionare i documenti ufficiali prodotti dalla maggioranza. Il diritto di Marino Bertocchi di svolgere il ruolo di Sindaco è stato quindi approvato dal Consiglio con 12 voti favorevoli, 3 contrari e due astensioni. I consiglieri contrari hanno annunciato il ricorso alle istituzioni competenti.
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