13/07/2004
E' stato un piacevole incontro tra «cugini».
Così è stato definito dagli organizzatori della delegazione di Parma dell'Accademia Italiana della Cucina il gemellaggio con una folta rappresentanza della delegazione di Pontremoli.
L'altra sera a Cafragna, tra il verde e il fresco della prima collina parmense, Adele e Carlo Camorali del locale ristorante, hanno accolto i numerosi ospiti con un menù tipicamente parmigiano in risposta a quello a base di piatti tipici lunigianesi che l'Accademia di Pontremoli aveva accuratamente sottoposto ai «cugini parmigiani» la scorsa primavera nella Valle della Luna.
E' spettato al sempre solerte e cortese segretario degli accademici di Parma Carlo Niro fare gli onori di casa mentre il delegato Giorgio Orlandini ha rivolto un affettuoso saluto agli ospiti ponendo l'accento sull'amore e l'affetto che i parmigiani serbano da sempre per «quella terra magnifica - ha affermato Orlandini - che in un primo tempo eravamo abituati a scrutare con interesse dall'autostrada e poi, negli anni, abbiamo scoperto in tutta la sua autorevolezza culturale, i suoi inimitabili prodotti, la sua gente e la sua cucina».
Orlandini ha poi sottolineato i profondi legami che esistono fra la Lunigiana ed il parmense non mancando di fare un riferimento anche a «quel sogno chiamato Lunezia»: l'ipotetica regione che, con Parma capoluogo, raggruppando alcune città del bacino padano, della Liguria e della Toscana, darebbe vita all'illuminato e antico progetto che in passato avanzò Giuseppe Micheli patriarca della montagna apuano - parmense.
Dopo avere ricordato Baldassarre Molossi, non solo accademico «storico» della delegazione parmigiana e grande giornalista, ma anche discendente di un'antica famiglia lunigianese, Orlandini ha auspicato un prossimo incontro fra le due delegazioni con un menù a base di piatti che rispecchino le culture gastronomiche parmigiane e lunigianesi.
Il delegato dell'Accademia della Cucina di Pontremoli Francesco Ruschi Noceti, nel ringraziare i «cugini» parmigiani dell'ospitalità ed evidenziando i rapporti storici e di affetto con Parma «per altro - ha ricordato Ruschi Noceti - rimarcati dalla storia» ha pure rammentato il riuscitissimo convegno sulla spongata effettuato nel 2002 a Pontremoli che «ricalcò esattamente - ha ribadito il delegato pontremolese - l'isola felice dove tradizionalmente si prepara l'antico dolce d'origine ebraica che corrisponde in maniera del tutto fedele al disegno geografico dell'ipotetica Lunezia».
Infine Giuseppe Benelli, illustre storico e studioso pontremolese, ha posto l'accento sui «mangiari» tipici che rispecchiano l'identità culturale dei vari popoli. «Ed è proprio la cucina - ha ricordato Benelli - che trasmette le tradizioni di una famiglia e di una popolazione».
«Poiché la tavola - ha sottolineato lo storico lunigianese - non è solo luogo di compiacimento dello stomaco ma è il momento dove la mente ritrova se stessa e le emozioni dinanzi a taluni piatti diventano memoria».
Al levar delle mense, dopo un raffinato omaggio alle signore e lo scambio dei doni tra le due delegazioni «cugine», un caloroso applauso è stato indirizzato a Guido Santopadre, delegato di Pisa e a Marcellino Mauri decano degli accademici pontremolesi, infaticabile organizzatore, sostenitore di Lunezia e inarrivabile studioso e ricercatore delle tradizioni gastronomiche della sua terra.
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