Un premio al coraggio, alla voglia di ricominciare sempre e di affrontare le sfide, anche le più difficili. Il 41° Bancarella Sport è andato ad Alex Zanardi che, con il nostro Gianluca Gasparini, giornalista della "Gazzetta dello Sport", ha scritto "….però, Zanardi da Castel Maggiore" (Baldini Castoldi Dalai). Una vittoria ottenuta con 32 dei 116 voti validi, dopo un testa a testa con Emanuela Audisio, inviata di "Repubblica", e il suo "Bambini infiniti" (Mondadori), raccolta di storie di grandi campioni, da Diego Maradona a Bjorn Borg, da Mike Tyson a Nadia Comaneci, da Mohammed Alì a Ben Johnson (27 voti). Di seguito si sono piazzati gli altri quattro finalisti. Sedici voti sono andati a Beppe Severgnini con "Manuale dell'imperfetto sportivo" (Rizzoli) e a Richard Cohen con "L'arte della spada" (Sperling & Kupfer) con prefazione del recordman di medaglie vinte alle Olimpiadi, Edoardo Mangiarotti. Quattordici voti per Italo Cucci con "Un nemico al giorno" (Limina), 11 a Enrico Palandri con "L'altra sera" (Feltrinelli).
Come è nella tradizione del Bancarella, in un Teatro della Rosa gremito, la platea ha seguito in diretta lo spoglio e la lettura dei voti uno ad uno, con attenzione e un briciolo di suspence. Già al momento della prima selezione il lavoro della giuria non è stato facile, come ha più volte sottolineato il presentatore e membro della giuria Paolo Liguori, direttore del Tgcom: "Abbiamo scelto questi sei finalisti, ma vi assicuro che avrebbero potuto essercene almeno altri sei con loro, questo a testimoniare che la letteratura sportiva cresce e i bei libri sono sempre più numerosi".
"Ho accettato di scrivere questo libro - ha spiegato Zanardi - per sdrammatizzare la "sceneggiatura" del mio incidente. La vita continua, va avanti ed è bellissima. Oltre all'orgoglio di lasciare qualcosa, una traccia, un ricordo scritto delle mie imprese sportive che un giorno mio figlio potrà leggere, volevo che restasse anche una testimonianza che potesse aiutare altri ad andare avanti nei momenti difficili". Grande soddisfazione è stata espressa dal coautore Gasparini, alla sua prima esperienza letteraria: "E' stata un'occasione bellissima, non solo perché ho conosciuto bene Alex, ma perché tra noi è nata un'amicizia e questo è l'aspetto più importante e prezioso di tutto".
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