30/04/2005
Un po’ di storia del Gruppo “Fratres” di Pontremoli non guasta, visto che si sta avvicinando al compimento dei primi cinquant’anni di vita.
Forse neppure nei sogni più rosei si poteva immaginare, nell’ormai lontano 1956, che questa Associazione sarebbe diventata un vero fiore all’occhiello per la nostra città o, meglio, per la sua popolazione e un punto di riferimento sicuro per tutta la collettività che da essa trae giovamento.
Da quei tempi in cui i volontari venivano trasportati velocemente presso i centri ospedalieri di Parma, Pisa o Genova per dare aiuto a tanti nostri ammalati, ne è passata di acqua sotto i ponti! È stato grazie alla dedizione e all’insistenza dei dirigenti dell’epoca che siamo riusciti ad interrompere quel continuo peregrinare nei vari ospedali; un impegno quotidiano che ha alla fine permesso di compiere, presso il vecchio ospedale Sant’Antonio Abate, il sublime atto di porgere il braccio per ridare linfa e possibilità di vita a chi, altrimenti, avrebbe dovuto soccombere alla gravità della sua sofferenza.
Anno per anno il gruppo è cresciuto, per attività e per numero di aderenti; così le donazioni sono passate da 14 a 100, a 200, a 300 e via di seguito fino ai risultati straordinari registrati negli anni più recenti: 1.085 nel 2003 e 1.137 nel 2004! Complessivamente, fino al 31 dicembre dello scorso anno, sono state donate 17.830 sacche di sangue, fra sangue intero (16.562) e plasma (1.268), pari ad oltre 63 quintali.
E noi, dirigenti di oggi, sentiamo veramente il peso di questa testimonianza di carità che i Pontremolesi, nel susseguirsi degli anni, ci hanno consegnato, con il preciso compito di proseguire e migliorare l’offerta di sangue, viste le continue emergenze determinate dalle nuove patologie o dai troppi, frequenti, incidenti di ogni tipo.
Sulla scia dell’entusiasmo per gli ambiziosi traguardi superati, per il 2005 ci eravamo posti l’obiettivo di raggiungere le 1.200 donazioni. Purtroppo, forse, non ci eravamo accorti che ormai si sta raschiando il fondo del barile. E non basta che i nostri pochi giovani si presentino appena diciottenni a dare il loro contributo di solidarietà; non basta la loro incidenza di oltre il 20% rispetto ai pochi nati che da oltre venti anni non riescono a pareggiare la quantità dei cittadini che ci lasciano.
Se da un lato ci troviamo di fronte a questo desolante quadro anagrafico, dall’altro dobbiamo fare i conti con le aumentate richieste di sangue che settimanalmente ci pervengono dal nostro ospedale e da quelli a noi vicini da dove, è bene sottolinearlo, si guarda al Gruppo di Pontremoli come fonte di sicura solidarietà e disponibilità.
Pur essendo in una regione famosa per la sua vocazione al dono, noi abbiamo ormai sempre maggiori difficoltà a mantenere quei valori statistici che fino ad ora ci hanno contraddistinto.
Eppure non possiamo accettare di accontentarci: il sangue non basta mai, ne serve sempre di più e, del resto, la disponibilità ad un impegno nuovo e rinnovato ce la chiede il nostro stesso essere donatori; ecco perché ci resta ancora una risorsa importante alla quale attingere. Dobbiamo donare di più, tutti noi che già facciamo parte del Gruppo; facciamo in modo che gli oltre settecentocinquanta donatori intensifichino, pur nel rispetto della legislazione vigente, il proprio gesto di solidarietà, contribuendo così a salvare qualche vita in più.
Anche per questo, trasgredendo ad una lunga tradizione del Gruppo, pubblichiamo la fotografia di un nostro donatore che da poco ha superato le cento donazioni: è un traguardo importante, che permette di dimostrare a tutti che, se la salute ci sorregge, si può donare a lungo e con assiduità senza causare alcun problema al nostro fisico.
Doniamo di più, tutti quanti; un invito che si associa ad un augurio: quello che l’esempio dei nostri donatori sia seguito da tanti altri cittadini in buona salute, di età compresa fra i 18 ed i 65 anni. Ci rivolgiamo a loro perché siano sensibili e vogliano accogliere il nostro invito e contribuire così al raggiungimento dell’autosufficienza nella disponibilità di sangue. Ricordate: si può diventare donatori anche a cinquanta o sessant’ anni e quelle sacche hanno lo stesso valore di quelle dei giovani.
Non va dimenticato anche che la scelta di donare sarà sicuramente agevolata da quel benemerito gruppo di operatori che l’Azienda Sanitaria ha destinato al Centro Trasfusionale del nostro Ospedale. L’atmosfera che si respira in quelle stanze consente a chiunque di trovarsi a proprio agio, pur con il comprensibile quanto infondato timore del primo buco.
La professionalità dei medici, dei tecnici e dell’infermiera sono la garanzia migliore e più ampia che la nostra e la vostra azione di volontariato non verrà mai giudicata e assistita in modo asettico o, peggio, senza cogliere gli eventuali momenti di nostra o vostra difficoltà.
Ed allora... perché non provarci?
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