12/06/2005
Devono sgomberare gli extracomunitari ospitati nelle sede dell’ospedale vecchio. Il vicesindaco Enrico Ferri ha firmato l’ordinanza con la quale si impone di lasciare immediatamente liberi da persone e cose tutti i locali per consentire l’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’immobile. L’impresa che si è aggiudicata l’appalto deve insediare il cantiere a partire dal 15 giugno, quindi gli immigrati di nazionalità marocchina che ancora in questi ultimi giorni utilizzano ancora come dimora lo stabile devono fare le valigie. Si tratta di una quindicina di persone che dovranno sloggiare trovando una sistemazione altrove. L’ospedale vecchio è arrivato ad ospitare sino 76 extracomunitari, poi con l’approvazione del progetto di restauro è iniziata la lenta opera di ricollocazione dei nordafricani. Un compito non facile, il Comune aveva anche lanciato un appello per trovare appartamenti da affittare con la garanzia del pagamento del canone da parte del Servizio sociale Asl attraverso un fondo di solidarietà della Regione Toscana. Solo alcuni sono riusciti a trovare casa attraverso questa formula. La maggior parte ha scelto di spostarsi in altri centri. Per risolvere il problema delle famiglie con figli piccoli, il Comune ha requisito una casa cantoniera dell’Anas in località Santa Giustina, abbastanza grande per ospitare almeno una quindicina di persone tra adulti e bambini. Per gli ultimi ospiti non ci saranno proroghe. La Regione ha stanziato 500 mila euro per ristrutturare l’edificio. Al piano terra verranno attrezzate due grandi sale polifunzionali per conferenze e per la ricreazione oltre a tutta una serie di locali adibiti a servizi di vario tipo. Si potranno svolgere in questa sede anche corsi di formazione professionale e attività teatrali. Al primo piano invece verranno costruiti mini appartamenti per coppie di anziani autosufficienti. Il progetto curato dall’architetto Corrado Poli prevede modifiche funzionali all’attuale struttura che sarà in grado di rispondere alle esigenze di accoglienza e socializzazione degli ospiti. Le attività sociosanitarie verranno gestite poi dalla Società della salute con la collaborazione dell’Asl e dei comuni.
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