Dopo il grande successo della prima edizione lo scorso autunno, torna dal 5 al 7 ottobre a Pontremoli il Premio Bancarella della Cucina, dedicato alla letteratura enogastronomica, con i cinque libri finalisti: Sinfonia Gastronomica – musica, eros e cucina di Roberto Iovino e Ileana Mattion (Viennepierre Edizioni), Il Profumo delle Tavole di Ulderico Bernardi (Editrice Santi Quaranta), Non è vero che tutto fa brodo di La Ditta (Editore Guido Tommasi), La pasta è servita di Leila Mancuso Sorrentino (Edizioni Intra Moenia) e Perché agli italiani piace parlare di cibo di Elena Kostioukovitch (Sperling & Kupfer).
La Fondazione Città del Libro, che organizza dal 1953 il Premio Bancarella, promuove in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina questa iniziativa con lo scopo di valorizzare la cultura delle tradizioni gastonomiche, patrimonio che caratterizza il nostro Paese. Un mondo fatto di antiche ricette, accostamenti di cibo, musica e arte, di gusti regionali che animerà Pontremoli per una tre giorni di gastronomia e letteratura ricca di eventi, presentazioni e assaggi. Momento culminante la proclamazione del vincitore del II Premio Bancarella della Cucina, domenica 7 ottobre alle 16.30. Una vera festa popolare con lo spoglio pubblico dei voti pervenuti da esponenti dell’Accademia Italiana della cucina e da librai, come da tradizione dei premi Bancarella.
In questa occasione verrà consegnato a Clara e Gigi Padovani, per il volume Conoscere il Cioccolato (Ed. Ponte alle Grazie), il premio a memoria di Angelo Paracucchi, istituito quest’anno.
La commissione di scelta, presieduta da Giuseppe Dell’Osso, Presidente dell’Accademia Italiana della Cucina, e da Giuseppe Benelli, Presidente della Fondazione Città del Libro, ha selezionato tra le opere pervenute dagli editori, oltre ai cinque finalisti, tre libri considerati di interesse storico e culturale: Il piacere della tavola nella cucina antica e oggi di Pietro Leeman (Mondadori Electa), Piccoli grandi cuochi di Ira Meyer e Marcello Garofalo (The Walt Disney Co. Italia) e Cibi e luxus di Roma Imperiale – Sapori, vizi e misteri delle libagini dei Cesari di Stanislao Liberatore (Edizione Qualevita).
Giuseppe Dell’Osso ha rilevato che la qualità e la quantità delle opere pervenute “è segno che il premio sta interessando sempre più gli editori che pubblicano opere dedicate alla cultura gastronomica, che rappresenta un importante veicolo per una sempre più corretta interpretazione della civiltà della tavola”.
“I premi legati al nome del Bancarella hanno un grande valore di mediazione culturale” ha ricordato Giuseppe Benelli “Il Premio Bancarella della cucina potrà promuovere e valorizzare l’immenso patrimonio editoriale di questo settore, che deve molto alla cosiddetta editoria minore”.
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