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Al Teatro della Rosa e in Duomo l’omaggio della “sua” città

15/12/2007

Una giornata piovosa, quasi una costante in molte occasioni del rapporto tra Pontremoli e mons. Giovanni Sismondo. La pioggia lo aveva accolto al suo ingresso in Diocesi, il 13 aprile 1930 e aveva bagnato l’inaugurazione del monumento che Pontremoli aveva voluto erigere in suo onore. Una pioggia fredda ha sottolineato anche il pomeriggio di domenica scorsa, nel giorno della commemorazione che la Città ha voluto dedicargli e, soprattutto, del ricordo affettuoso di una comunità per il “suo” vescovo che nel Duomo aveva salutato la gente di Pontremoli il 31 gennaio 1955, quella voltà sì in una giornata chiara e luminosa, quasi stridente con la tristezza per un distacco che mai avrebbe voluto.



Nel 50° anniversario della morte di mons. Sismondo, avvenuta il 7 dicembre 1957, il Comune di Pontremoli e la Diocesi hanno voluto ricordarlo con la deposizione di una corona d’alloro al monumento in piazza Italia, con l’incontro pubblico al Teatro della Rosa e la celebrazione della S. Messa in Duomo. Sul palco della Rosa, accanto al sindaco di Pontremoli, Franco Gussoni, era Claudio Borio, in rappresentanza del Comune di Brusasco, la località piemontese che il 13 ottobre 1879 aveva visto nascere il futuro vescovo. Mons. Eugenio Binini, vescovo diocesano, non ha potuto presenziare alla cerimonia in quanto impegnato nella conclusione della visita pastorale nel vicariato di Carrara. In platea, così come già in piazza Italia nel piccolo corteo che ha reso omaggio al monumento, altre fasce tricolori dei rappresentanti i Comuni dell’Alta Lunigiana: i vicesindaci Mori di Bagnone e Mazzoni di Mulazzo, l’assessore Vieno di Zeri e il consigliere Giorgio Rossi di Filattiera; il consigliere Sergio Menconi era in rappresentanza della Provincia di Massa Carrara e l’assessore Paolo Bissoli della Comunità Montana della Lunigiana.



Gussoni ha sottolineato il significato di questa occasione che la Città ha voluto per rendere omaggio a mons. Sismondo, alla sua figura di Vescovo, al suo impegno di uomo, cittadino onorario di quella Pontremoli che non potrà dimenticarlo. Borio, che oltre ad essere assessore di Brusasco è anche pronipote di mons. Sismondo, ha ringraziato per la giornata e ricordato alcuni aneddoti della vita meno nota del futuro vescovo di Pontremoli, figlio di una famiglia poverissima, nato in una piccola località che ha dato i natali ad un altro vescovo e a sacerdoti che hanno svolto ruoli importanti nel clero piemontese.



Le relazioni di mons. Pietro Tarantola, Giulio Armanini e Luciano Bertocchi hanno toccato i vari aspetti dell’impegno pastorale e delle vicende legate alla presenza di mons. Sismondo in Diocesi, tenendo desta l’attenzione del pubblico presente alla Rosa e suscitando ricordi e commozione in quanti hanno avuto la possibilità di conoscerlo personalmente.

Dal cuore sono uscite le parole che Orlando Lecchini ha voluto pronunciare al termine dell’incontro: il ricordo della vicinanza che mons. Sismondo ha voluto sempre manifestare negli anni terribili della guerra anche ai suoi figli lontani, quelli che non aveva la possibilità di incontrare personalmente perchè impegnati al fronte o prigionieri nei campi russi o tedeschi. A loro, i suoi figli più lontani, nel quotidiano struggimento per la lontananza e nel duro confronto con la morte, il vescovo non mancava mai - ha sottolineato Lecchini, lui stesso prigioniero in Germania - di inviare un messaggio di vicinanza, conforto e speranza.
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