Una vita completamente dedicata alla pallacanestro, un legame talmente viscerale da non riuscire a staccarsi, nemmeno adesso che le primavere sono 71. Giancarlo Sarti, del resto, è dentro al mondo della palla a spicchi ormai da 56 anni, visto che cominciò a tirare a canestro nel lontano 1951. Nato a Pontremoli nel 1936, divise il ventennio di basket giocato tra Livorno, primo amore e maglia che lo portò anche in Nazionale maggiore, e poi Udine, dove militò fino al 1970, prima di intraprendere una fulgida carriera manageriale.
Otto anni alla corte di Snaidero, poi una serie di esperienze fantastiche, la più gloriosa sicuramente all’ombra della Reggia: a Caserta Sarti contribuì alla nascita della mitica Juve di Oscar, Esposito, Gentile, Fazzi, Brembilla e Ancillotto, con ben 5 scudetti juniores e l’indimenticabile trionfo della Phonola nel 1991.
In seguito arrivarono le esperienze alla Fortitudo Bologna, Trieste, Roseto, Messina, ancora Trieste e poi Scafati, con la quale, nel 2005-06, centrò la storica promozione dell’Eurorida di Longobardi in serie A. Alle soglie della pensione, la passione e la voglia di continuare a occuparsi di giovani l’hanno portato alla corte di Luciano Capicchioni, col quale tuttora collabora nella selezione di giovani prospetti italiani e non da portare nelle squadre giovanili dei Crabs, curando tutta la parte che concerne la cosiddetta foresteria. Risiede a Milano, ma è costantemente a San Marino per seguire da vicino il settore giovanile biancorosso.