


Il carisma di Nelson Mandela e la forza del rugby, e dello sport, come strumento di pace. Il Sudafrica vince ancora, dopo il successo del Mondiale di calcio. Questa volta con un libro che aveva già commosso le platee nella trasposizione cinematografica fatta da Clint Eastwood con Invictus: Ama il tuo nemico, scritto da John Carlin e pubblicato da Sperling & Kupfer, si è aggiudicato ieri a Pontremoli la 47ª edizione del Premio Bancarella, precedendo alcune grandi firme dello sport e del giornalismo italiano di settore, da Lea Pericoli a Mario Sconcerti, passando per Carlo Ancelotti, autore con Alessandro Alciato di un’autobiografia i cui diritti sono devoluti alla Fondazione Borgonovo per la ricerca sulla Sla.
Messaggero — "E’ estremamente gratificante vedere che la storia che ho raccontato ha toccato così tante persone, in tante parti diverse del mondo – ha scritto l’inglese Carlin, inviato di politica estera per il quotidiano spagnolo El Pais, in un messaggio spedito dall’Argentina e letto da Enrico Racca, responsabile della Saggistica e della Varia di Sperling che ha battuto sul tempo gli editori concorrenti per acquisire i diritti del libro -. Io ne sono stato soltanto il messaggero. Il merito è soprattutto di Nelson Mandela e degli Springboks", la nazionale sudafricana di rugby, che, vincendo la coppa del Mondo del 1995, riuscirono nel miracolo di riunire sotto una sola bandiera un Paese che era stato lacerato dai lunghi, terribili anni dell’apartheid nei confronti della popolazione di colore.
Pericoli — Il libro di Carlin ha ottenuto 36 dei 113 voti espressi da personalità della cultura, dello sport e dai librai che aderiscono alla Fondazione Città del libro, con un vantaggio nettissimo sugli altri cinque finalisti. Un po’ di suspence solo per il secondo posto, con un testa a testa tra Preferisco la coppa del duo Ancelotti-Alciato e i ricordi di Lea Pericoli. L’ha spuntata con tre punti di scarto l’ex stella del tennis azzurro e poi giornalista cresciuta alla scuola di Indro Montanelli. Il titolo del suo libro? Maldafrica. "Lo aveva già previsto Shakira, cantando la canzone dei Mondiali – commenta ironico Gianpaolo Ormezzano, finito al quarto posto con Giro d’Italia con delitto -: tra Mandela e Lea, it’s time for Africa".
fonte Carlo Annese - Gazzetta dello sport