7 Dicembre 2021

Rinvio dei “Percorsi dello Spirito” al periodo primaverile

Visto il riacuirsi della epidemia si è deciso di rinviare ai mesi primaverili gli incontri dei “Percorsi dello Spirito” organizzati dal Comune di Pontremoli in collaborazione con le Parrocchie cittadine, la Scuola teologico-pastorale, l’Ufficio liturgico e l’Ufficio diocesano IRC come preparazione al ricordo del Voto comunale del 1622. Per il mese di dicembre erano previsti due incontri, uno presso l’oratorio di Nostra Donna in occasione della festa dell’Immacolata e uno in Duomo per sabato 18 dicembre giorno importante per la storia ecclesiale di Pontremoli come ricorda il breve testo redatto dal delegato Paolo Lapi qui allegato.

18 dicembre 1721: a Pontremoli nascevano l’Insigne Collegiata e la nuova Parrocchia di S. Maria Assunta

Nello scorrere dei secoli, soprattutto in tempi come i nostri, gli uomini, troppe volte anche quelli che per dovere istituzionale dovrebbero ricordare per tramandare, tendono a trascurare se non addirittura a dimenticare alcune date fondamentali per la storia di una Comunità. Allora sono i documenti che, addormentati nella polvere degli archivi, con voce flebile tornano a parlare per ricordare e per tramandare affinché eventi del passato possano continuare a vivere “trasformati” nei nuovi contesti socio-culturali.

In quest’anno 2021 per Pontremoli il 18 dicembre è una data importante: in tale giorno, nel 1721, con la Bolla Beatissima Virgo l’oratorio di S. Maria del Popolo, costruito in adempimento di un voto fatto alla Madonna, il 7 luglio 1630, dalla Comunità pontremolese per essere protetta dalla peste incombente, veniva eretto in Insigne Collegiata.

Con la medesima Bolla la stessa chiesa veniva eretta in Parrocchia sotto il titolo di S. Maria Assunta che andava a sostituire quell’antica di S. Geminiano, così che il Proposto, prima dignità, era anche Parroco. La soppressione della Parrocchia di S. Geminiano fu un modo per eliminare anche il problema della dipendenza dell’antica Parrocchia di S. Geminiano dal Capitolo di Sarzana.

La Comunità manteneva il giuspatronato della chiesa, in cui continuava a far celebrare le proprie funzioni e a sostenere la sua manutenzione.

In base alla Bolla, inoltre, il Capitolo dell’Insigne Collegiata era composto dal Proposto e da sette Canonici. Successivamente vennero fondati altre tre dignità, cioè l’Arcidiaconato nel 1728, il Decanato e il Primiceriato nel 1740, e un Canonicato nel 1770.

Nonostante la sede parrocchiale fosse ormai in Duomo, il fonte battesimale, “la cui benedizione si fa il Sabato Santo coll’intervento del Capitolo” (1768), rimaneva in S. Geminiano, come pure la celebrazione della festa di S. Geminiano, tutto secondo le disposizioni della menzionata Bolla.

La cerimonia di presa di possesso avvenne il 12 settembre del 1722 alla presenza di mons. Ambrogio Spinola, vescovo di Luni-Sarzana, venuto appositamente per presiedere l’importante funzione.

Dalla visita del 1768 fatta da mons. Giulio Cesare Lomellini apprendiamo che l’abito dei Canonici era la talare violacea con il solo rocchetto. La messa conventuale era celebrata all’altare maggiore che fungeva solo da altare del Capitolo essendo quello della Parrocchia l’altare del S. Rosario. Undici erano i Cappellani o mansionari e quattro i Chierici addetti al servizio del Coro e della chiesa.

Dignità e Canonici erano tenuti alle celebrazioni corali, tranne il Decano e il Primicerio che godevano di alcuni privilegi ed esenzioni. Il primo vi era tenuto solo nei giorni delle feste principali perché doveva confessare in tutte le feste di precetto e tenere quattro volte la settimana lezioni di teologia morale in lingua “vernacula” ai chierici che volevano essere promossi agli ordini sacri. Il Primicerio poi non aveva neppure l’obbligo di residenza e ciò spinse il Vescovo a chiedere d’inviare, entro un mese, la copia di fondazione della prebenda canonicale riservandosi di provvedere a ciò che avrebbe ritenuto necessario.

Avendo riscontrato diverse mancanze il Lomellini, oltre che disporre la lettura mensile degli Statuti capitolari e l’insegnamento dei principi della fede da parte dei Cappellani e dei Chierici nelle domeniche secondo le disposizioni della Compagnia della Dottrina Cristiana, dava precise disposizioni per i canti, per le lezioni di sacra scrittura e per le riunioni settimanali. Disponeva, infine, che sia i Canonici, sia gli altri addetti al Coro entrassero nella chiesa in veste talare.

Poche notizie per ricordare e non dimenticare trecento anni di storia di due istituzioni, quali il Capitolo e la Parrocchia di S. Maria Assunta, che, attraverso uomini e donne, hanno profondamente segnato la storia non solo religiosa ma anche civile del borgo pontremolese.

Paolo Lapi

Delegato relazioni religioso-culturali del Comune di Pontremoli

 

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